Come Capire Quando Bisogna Innaffiare le Piante

Questa guida vi spiegherà quando come riconoscere i tempi per innaffiare le vostre piante e ascoltare i loro segnali, perchè, esse non hanno bisogno di essere irrorrate ogni giorno. Tanti semplici consigli da seguire, sono riportati nelle seguenti righe passo dopo passo.

Quando volete sapere quando è tempo di innaffiare le vostre piante, testate il terreno sottostante inserendovi un bastoncino di legno. Una volta estratto, se noterete che questo risulta umido e ricoperto da terra bagnata, significa che non c’ è bisogno di irrorare, in caso contrario significa che la pianta necessita di acqua.

Il livello di umidità del terreno può essere valutato affondandovi direttamente le dita nel terreno. Per annaffiare le piante d’ appartamento si utilizza l’ acqua a temperatura ambiente, perchè se troppo fredda potrebbe danneggiare il tutto. Se l’ acqua casalinga risulta troppo ricca di calcio, aggiungetevi una piccola quantità di aceto.

Per inumudire anche gli strati più profondi, aggiungete al fondo del vaso, nel terreno un imbuto, sarà un rimedio per far arrivare meglio l’ acqua nelle zone più aride. Per arricchire il terreno e far rinvigorire la nostra pianta, bagnatela con dell’ acqua che ha ospitato precedentemente dei fiori recisi, potete versarvi anche l’ acqua che c’ era nella vasca dei pesci rossi quando la cambiate.

Come Capire Linguaggio del Corpo

Chi di voi dice: un gesto vale più di mille parole? Ragazzi, sono felice di annunciarvi; Avete capito tutto. In questa piccola guida, cercheremo di interpretare il linguaggio del corpo, quello involontario… Ragione per cui sarà certamente sincero. Chiamata anche comunicazione non verbale.

Per cominciare, da oggi in poi, guarderemo il corpo non più nelle sue splendide forme ma come involucro, trasparente, per intravedere nell’animo umano le esigenze, i bisogni e le sensazioni. Possiamo usare questa guida per interpretare quel linguaggio che non è vocale. La posizione delle mani è determinante: Palmi volti verso il basso, non desteranno mai buone sensazioni nell’interlocutore, al contrario, volti verso l’alto, procureranno sensazione di disponibilità. Attenzione perchè, in una situazione in cui i due interlocutori si trovano l’uno di fronte all’altro, volgere il palmo della mano in parallelo alla figura del partner potrà portare alla mente il pensiero “alt, fermo, attenzione”.

Mai, conversare, con braccia conserte davanti il busto o addirittura con braccia chiuse dietro la schiena. Questo, indica chiusura e non disponibilità ad ascoltare l’altro, poichè generalmente, questa posizione viene assunta per camminare oppure per stare solo ad osservare o anche solo a riflettere. Tenere invece le braccia aperte indica segno di disponibilità a relazionarsi e di apertura alle idee altrui. In una situazione in cui, invece, siete seduti, ad esempio in aula, ad un congresso e così via.. poggiare la testa sul palmo della mano indica scarsa attenzione, poggiare invece, il dito indice a lato del volto indica interesse.

Con lo sguardo anche, si può parlare, aggredire e intrigare qualcuno. Al di là dei fattori naturali quali, la luce oppure l’uso di gocce oculari. Diversi studi dimostrano come la pupilla si dilati e si restringa a seconda dell’immagine davanti a sè. Generalmente, davanti ad un’ immagine piacevole, gioiosa oppure in uno stato di eccitazione, le pupille tendono a dilatarsi, al contrario.. in situazioni sgradevoli o di rabbia trattenuta, le pupille si restringono.. (da cui la dicitura: occhi a punta di spillo).

Se si osserva la direzione degli occhi durante una conversazione si può intuire: Se gli occhi guardano verso l’alto a destra o a sinistra si sta prediligendo un canale visivo, uguale riscontro avremo se troviam innanzi a noi degli occhi direzionati al centro o fissi. Se invece, siamo nella situazione in cui gli occhi guardano a lato, destra o sinistra che sia, prediligeremo il canale uditivo.

Ultimo passo importantissimo: Quando si parla ad una riunione in cui si è la principale fonte di informazioni distogliendo lo sguardo si fa intendere che la nostra pausa nel discorso costituisce un solo momento di riflessione e da lì si riprenderà il discorso. Un conferenziere, che ha bisogno di tenere alto il grado di interesse e quindi di ascolto del pubblico parlerà preoccupandosi di avere uno sguardo brillante in modo da fare intendere agli interlocutori: “credo fortemente in quello che sto dicendo” Si consiglia di scegliere due o tre persone e di fissare lo sguardo su di esse, altrimenti, si corre il rischio di parlare ad un pubblico generico con sguardo generico e non suscitare l’interesse richiesto, non contando che si darà la sensazione di insicurezza e finzione!

Come Preparare Parmigiana di Carciofi

La ricetta che vorrei proporvi oggi riguarda la preparazione di un secondo piatto a base di verdure molto semplice da preparare e gustoso come pochi, sto parlando della Parmigiana di carciofi, tutta da provare.

Ingredienti
carciofi, 5
mozzarella, 1
prezzemolo, un fiuffetto
pangrattato
passata di pomodoro, un bicchiere
parmigiano grattugiato
sale, pepe, olio

Tempo di preparazione: 50 minuti

Preparazione
Iniziamo la nostra ricetta partendo dai carciofi: accorciate il gambo ad un centimetro, togliete le foglie esterne più dure e tagliate le punte, quindi tagliate l’ortaggio a pezzettoni e togliete la paglietta interna. Trasferite poi i pezzi all’interno di un pentolino con abbondante acqua salata e tenete in cottura finché non si saranno ben ammorbiditi.

Quando i carciofi saranno cotti, scolateli e riponeteli all’interno di una pirofila per il forno precedentemente unta con dell’olio; aggiungete la mozzarella a cubetti, la passata di pomodoro, quindi condite con un pizzico di pepe.

Ricoprite il tutto con una spolverata generosa di parmigiano grattugiato e di pangrattato, quindi infornate a 200 gradi per una decina di minuti. Quando vedete che in superficie si è formata una crosticina dorata, vuol dire che è pronto per essere gustato.

Come Cambiare il Fornitore di Energia Elettrica

Devi assolutamente sapere che da quando il mercato dell’energia elettrica è stato liberalizzato, è possibile scegliere l’azienda fornitrice che ci sembra più conveniente. A questo proposito ti consiglio di leggere la mia guida nella quale ti darò dei consigli per cambiare la società dell’elettricità.

Per iniziare devi sapere che cambiare il fornitore dell’energia elettrica significa acquistare da una società diversa da quella che abitualmente presta il servizio. Inevitabilmente la nuova società applica le condizioni di fornitura riportate nel nuovo contratto ed invia la relativa bolletta. La scelta di cambiare fornitore è totalmente libera. Per cambiare dovrai semplicemente firmare un nuovo contratto con una nuova società di vendita e comunicare il recesso al fornitore attuale.

Mi raccomando, prima di firmare il contratto ti consiglio di visionarlo in ogni sua parte e di controllare che sia specificato il nome dell’impresa ed i recapiti per eventuali contatti. Le informazioni riportate devono essere dettagliate come il prezzo della fornitura e le possibili variazioni nel tempo, i tempi ed i costi per l’attivazione del servizio, ulteriori spese a carico del cliente, la durata del contratto, il diritto e le modalità di recesso, le modalità e le scadenze dei pagamenti.

Nel caso in cui l’accordo sia stato concluso telefonicamente, il contratto deve essere inviato al cliente entro 10 giorni. In caso di ripensamento, invece, il cliente deve farne comunicazione al venditore tramite lettera raccomandata entro 10 giorni dalla ricezione del contratto utilizzando questo modulo presente sul sito Disdette.net. Risulta essere possibile cambiare più volte il fornitore, sottoscrivendo un nuovo contratto e rispettando i tempi di preavviso previsti per comunicare il recesso alla precedente società; la prima volta che si sceglie un fornitore si ha un massimo di 30 giorni che però possono prolungarsi fino ad un massimo di 6 mesi per chi è già nel mercato libero.

Come Capire Note della Chitarra

Sai dire, premendo un tasto a caso sul manico della chitarra a quale nota corrisponde? Saper riconoscere le note sul manico è a volte è scomodo per un chitarrista ma indispensabile. Se sei alle prime armi e non sai come fare questa guida ti sarà utile.

La prima cosa da sapere è che la distanza tra due tasti consecutivi è uguale a un semitono (quindi quella tra 2 tasti è un tono). A questo punto, sapendo a che nota corrisponde una corda libera, basta contare i semitoni corrispondenti al numero del tasto. Ad esempi sul Mi basso il 7° tasto sarà “SI” ovvero il settimo semitono dopo il MI (fa, fa#, sol, sol #, la, la#, SI).

A questo punto ricordiamo come è accordata la chitarra per facilitare le cose. Il 5° tasto del MI è LA, corrispondente alla corda libera successiva, il 5° del LA è RE (ovvero la 3°corda libera), il 5° del RE è SOL (4° corda) il 4° del SOL è SI (5° corda), il 5° del SI è MI (6° corda). Si può semplificare quindi l’operazione partendo delle corde libere, vediamo come.

Riprendi il 7° tasto del MI, visto quanto detto in precedenza, puoi pensarlo come il 2° tasto del LA e quindi contare 2 semitoni da LA (cioè SI). Il 9° tasto del LA cosa sarà? il 4° tasto del RE cioè FA#.
Un ultimo accorgimento. I semitoni di una scala maggiore sono 12.. quindi la nota al dodicesimo tasto di una corda è la stessa nota della corda libera ma un’ottava più alta!

Copyright Upperpad 2018
Shale theme by Siteturner