Come Cantare in Modo Intonato

Non è facile, soprattutto per coloro che non hanno mai provato, riuscire a cantare con un bel tono ed intonati. A volte è dono di natura, ma spesso si tratta semplicemente di “educare” la propria voce, seguendo varie accortezze e buttandosi alle spalle la timidezza.

Non c’è età per cantare ed esiste speranza anche per i più stonati. Detto questo, prendere in considerazione il fatto di mettere da parte la timidezza e di seguire attentamente piccole regole basilari che avranno bisogno semplicemente di un po’ di costanza. Per iniziare, la voce va controllata: bisogna alzarla qualora si tende a verificare un abbassamento vocale durante l’interpretazione di una canzone oppure si deve diminuire il tono, per le ugole più stridule. Molto spesso, le maggiori cause di abbassamento vocale, sono dovute alla timidezza e alla perdita di fiducia in noi stessi, ma non bisogna mai minimizzarsi, come regola principale.

Ci sono da valutare anche le estensioni vocali, che sono differenti in ciascun individuo: normalmente l’uomo è tenore, mentre la donna può raggiungere livelli acuti anche di soprano. Bisogna prendere orecchio della propria voce e della propria estensione vocale, mirando sui propri punti di forza, ad esempio semplicemente valutando se si è più vicini al tenore piuttosto che al soprano. Altre regole da tenere ben da conto, sono il riposo, l’equilibriopsico-fisico, l’allenamento del diaframma e della respirazione durante il canto.

Non sforzare mai la voce oltre il proprio limite, al fine di evitare assicurati mal di gola ed infiammazioni alle corde vocali: questo determinerebbe un ulteriore peggioramento dello stato di salute della gola e una pessima riuscita delle interpretazioni. Questa tecnica di controllo della respirazione e del diaframma, nel tempo e con costante allenamento, porta ad evitare di rimanere senza fiato. Eliminare dunque anche ogni fattore di stress e liberare la mente da ogni pensiero: il canto è anche uno sfogo per eliminare ogni tensione accumulata ed è espressione di noi stessi.

Come Fare una Delega per Ritiro di Documenti

La delega è uno strumento tramite il quale persona, definita delegante, ha la possibilità di autorizzare il delegato a compiere delle operazioni a proprio nome.

Le operazioni che è possibile delegare possono essere le più semplici, come il ritiro di un documento all’Ufficio Postale,  oppure più complesse, come nel caso del ritiro del casellario giudiziario.

Vediamo quindi cosa bisogna fare se non si ha la possibilità di ritirare un documento di persona, e si vuole quindi  incaricare qualcuno in modo che lo facci al proprio posto.

Per fare in modo che la delega sia valida e permetta l’effettivo svolgimento delle azioni per cui il delegato è stato incaricato, essa deve essere includere determinate informazioni di base.

Per prima cosa devono essere riportati i dati anagrafici sia del delegante che del delegato.

La delega deve includere anche la chiara e indubbia manifestazione di volontà del delegante nell’assegnare il compito di svolgere quella specifica operazione al delegato indicato, indicandola in modo preciso, in modo da fugare ogni dubbio al riguardo.

Nel caso del ritiro di documenti, bisogna quindi specificare quale risulta essere il documento che deve essere ritirato.

Infine, nel documento è necessario apporre la firma del delegante e allegare la fotocopia del suo documento d’identità in corso di validità. Per un esempio, è possibile fare riferimento a questo fac simile di delega sul sito Modellodelega.com.

Inoltre, al momento dell’esibizione della delega presso l’ufficio o lo sportello di ritiro, il delegato deve esibire il suo documento d’identità.

Solo allora è ufficialmente autorizzato a compiere qualsiasi operazione riportata sulla delega.

Come Calciare di Tacco

Il calcio di tacco è utilizzato in situazioni di emergenza (pallone lungo sopra la testa, pressione fisica dell’avversario, esigenza situazionale,). Impreciso per la superficie di contatto e zona di impatto estremamente ristrette. Anche per questo movimento è importante l’intera coordinazione del corpo.

A differenza degli altri gesti tecnici come calciare di punta piede, esterno piede, il calcio di tacco non utilizza quasi mai la rincorsa. L’arto di appoggio, in caso di pallone fermo o in movimento rasoterra, il piede si colloca lateralmente al pallone. Con pallone in volo assume la posizione consentita dalla situazione simultanea.

L’arto calciante in caso di pallone fermo o movimento rasoterra, effettua una rapida, brevissima oscillazione della gamba (ginocchio-piede) e, dopo il contatto, non prosegue nel movimento oscillatorio (leggero colpo di frusta). Il piede è parallelo al terreno. Con pallone in volo cerca il contatto con lo stesso, attraverso lo slancio dell’arto e con brevissima oscillazione a ginocchio flesso.

In caso di pallone fermo o in movimento rasoterra, la superficie di contatto è il calcagno (zona posteriore); con pallone in volo, la parte esterna della zona calcaneare. Il tronco in caso di pallone fermo o in movimento rasoterra, è naturalmente eretto; con pallone in volo è inclinato in avanti dalla parte opposta al pallone per consentire lo slancio indietro dell’arto calciante. Gli arti superiori fungono da elementi di equilibrio. Il capo è rivolto al pallone per acquisire informazioni utili all’esecuzione.

Come Calciare di Punta Piede

Il calcio di punta è utilizzato in situazione di emergenza (terreno fangoso, pallone sotto con piede di appoggio posizionato avanti al pallone stesso, necessità situazionale di anticipo del calcio, ecc.). Impreciso per la superficie di contatto e la zona di impatto estremamente ristrette.

Abitualmente non si utilizza la rincorsa. Eventuali errori nell’effettuare la rincorsa possono richiedere l’utilizzo del calcio di punta (posizione errata del piede di appoggio). L’arto di appoggio posizionato abitualmente davanti (pallone sotto), dietro (pallone distante) o, talvolta, lateralmente (pallone laterale) in equilibrio relativamente stabile nella situazione di “pallone sotto” e in equilibrio precario nella situazione di “pallone distante” e “pallone laterale”.

Il piede appoggia per l’intero sul terreno, è leggermente piegato con “pallone sotto” e il piegamento si accentua con “pallone distante”.L’arto calciante effettua una rapida, brevissima oscillazione della gamba (ginocchio-piede) e dopo il contatto non prosegue nel movimento oscillatorio (colpo di frusta). Il piede è parallelo al terreno. La zona di impatto è centrale.

Il tronco in relazione alla posizione del pallone e, quindi alla posizione dell’arto di appoggio, è sopra il pallone (pallone sotto, dietro il pallone (pallone distante) o lateralmente al pallone. Gli arti superiori fungono da elementi di equilibrio e difesa/protezione (come sempre nel tentativo di impedire eventuale intervento dell’avversario). Il capo dovra’ essere inclinato in avanti.

Come Calciare le Punizioni

I calci di punizione, detti anche calci piazzati o da fermo, possono assumere un’importanza rilevante nell’arco di una partita di calcio e determinare quindi il risultato finale, perciò saperle calciare bene è una caratteristica che rende un giocatore ancora più completo, ecco qualche consiglio.

Per iniziare, bisogna dire che il calcio di punizione viene concesso quando un giocatore della squadra avversaria commette un’ostruzione o gioco pericoloso, ma anche un fallo di mano è tra queste valide motivazioni, a parte questa premessa bisogna dire che può essere calciato in maniera diretta oppure indiretta.

Il calcio diretto ti permetterà di colpire la palla in maniera migliore perchè non dovrai attendere il tocco di un tuo compagno, cosa che condizionerà un po’ il tuo tiro specialmente se riceverai il pallone in maniera non precisa, il problema maggiore sarà però quello di aggirare o scavalcare la barriera posta davanti a chi tira.

Generalmente una punizione viene calciata con il collo interno del piede, dirigendo il tiro sopra la barriera e che poi grazie all’effetto impresso alla palla rientrerà, negli ultimi anni c’è però un nuovo metodo per battere i calci di punizione ed in gergo viene chiamato calcio con le “tre dita” esterne del piede.

In questa maniera la palla assume un effetto particolare spesso imprevedibile per il portiere, dovrai però tenere il corpo leggermente sbilanciato a sinistra ed all’indietro, per poi colpire il pallone proprio sulla sua valvola, usando il collo interno del tuo piede, ovviamente è molto importante la coordinazione nei movimenti.

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