Come Riconoscere il Bunder

In questa guida vedremo come riconoscere il bunder. Scimmie del gruppo dei macachi, appartenenti al sottogenere rhesus, nome con cui sono generalmente noti. Sono comuni in varie regioni dell’asia meridionale in tutta l’india e specialmente lungo il gange.

Il piccolo gruppo di scimmie in questione viene ascritto, come appena accennato, al genere macaca ed al sottogenere rhesus, il carattere che permette di riconoscere facilmente i rhesus degli altri sottogeneri di macachi è dato dallo sviluppo della coda, lunga nei resi come la metà di tutto il corpo (solo in una specie di questo gruppo è più corta).

Negli altri macachi, per contro, la coda è molto lunga, oppure ridotta ad un moncone lungo poco più della testa o ancora più corto. Per il resto le caratteristiche morfologiche dei bunder non variano in modo evidente da quelle di molti altri macachi: il pelame è denso e di color grigio giallognolo o bruno chiaro.

La pelle è color rosa pallido, ben visibile sulla faccia che è in gran parte glabra, mentre sulle natiche, parimenti prive di peli, assume una tinta più accesa. Le dimensioni sono discretamente grandi rispetto alle specie vicine, visto che i maschi più grandi raggiungono una lunghezza totale di circa 90 cm, di cui una trentina spettano alla coda.

Come Riconoscere un Bisonte

I bisonti, veri giganti della famiglia dei bovidi, sono rappresentati da due specie ben distinte, il bisonte europeo ed il bisonte americano. Queste specie, un tempo eccezionalmente prospere, sono ora divenute rarissime e circoscritte a territori di limitata estensione.

Specie di taglia considerevole, con tronco robusto e molto ingrossato nella metà anteriore. Il cranio è considerevolmente sviluppato, con fronte piatta e larga; corna di mediocri dimensioni, ricurve verso l’alto. Il collo è corto e molto largo, il garrese presenta una gibbosità molto pronunciata. Ci sono altre caratteristiche.

Su grande parte del dorso, sul capo, sulla gola si nota una sorta di criniera fitta ed abbondante, che costituisce una delle peculiarità più caratteristiche del genere e che ne permette, già a prima vista, una facile distinzione da tutti gli altri bovini. Le zampe, pur robuste, sono relativamente corte e sottili.

La coda priva di distinto fiocco apicale anche se densamente ed abbondantemente pelosa, è piuttosto corta. Il genere è infine caratterizzato dal numero elevato di costole. Gli esemplari di maggiore mole possono misurare la lunghezza di 3 metri e raggiungere un’altezza al garrese di 2,10 metri. Risulta essere un animale davvero impressionante.

Come Fischiare con le Dita

Molte volte sicuramente avremmo visto, nei film, chi, con due dita in bocca fischia, e spesso il fischio è veramente forte. E se anche tu che sei qui a leggere questa guida stai sicuro che ci riuscirai con un po’ di pazienza, ovviamente io ci ho messo settimane prima di fare un fischio valido.

Fischiare per alcuni è un impresa veramente ardua, ecco come semplificarla: dopo questa guida riuscirete a fischiare come nei film.
Ecco la procedura, per procedere correttamente a questa operazione, indispensabile avere la bocca inumidita al punto giusto e le dita pulite, lavate le mani perchè dovrete metterle in bocca.

Chiudere una delle mani, quella che userete, per me la destra a pugno ed alzatela unendo indice e medio tenendoli stretti, formando un V capovolta con le dita medio e indice che devono aiutare la lingua a ripiegarsi all’indietro per circa un centimetro, fino a quando le unghia delle dita saranno indietreggiate dietro gli incisivi.

Generalmente la punta della lingua e’ leggermente più alta rispetto alla punte delle dite. A questo punto dobbiamo soffiare dolcemente, con la giusta intensità, eventualmente modificando leggermente la posizione delle dita di volta in volta. Alternativamente è consigliabile spostare anche la lingua leggermente, fino ad ottenere l’effetto desiderato.

Come Capire Linguaggio del Corpo

Chi di voi dice: un gesto vale più di mille parole? Ragazzi, sono felice di annunciarvi; Avete capito tutto. In questa piccola guida, cercheremo di interpretare il linguaggio del corpo, quello involontario… Ragione per cui sarà certamente sincero. Chiamata anche comunicazione non verbale.

Per cominciare, da oggi in poi, guarderemo il corpo non più nelle sue splendide forme ma come involucro, trasparente, per intravedere nell’animo umano le esigenze, i bisogni e le sensazioni. Possiamo usare questa guida per interpretare quel linguaggio che non è vocale. La posizione delle mani è determinante: Palmi volti verso il basso, non desteranno mai buone sensazioni nell’interlocutore, al contrario, volti verso l’alto, procureranno sensazione di disponibilità. Attenzione perchè, in una situazione in cui i due interlocutori si trovano l’uno di fronte all’altro, volgere il palmo della mano in parallelo alla figura del partner potrà portare alla mente il pensiero “alt, fermo, attenzione”.

Mai, conversare, con braccia conserte davanti il busto o addirittura con braccia chiuse dietro la schiena. Questo, indica chiusura e non disponibilità ad ascoltare l’altro, poichè generalmente, questa posizione viene assunta per camminare oppure per stare solo ad osservare o anche solo a riflettere. Tenere invece le braccia aperte indica segno di disponibilità a relazionarsi e di apertura alle idee altrui. In una situazione in cui, invece, siete seduti, ad esempio in aula, ad un congresso e così via.. poggiare la testa sul palmo della mano indica scarsa attenzione, poggiare invece, il dito indice a lato del volto indica interesse.

Con lo sguardo anche, si può parlare, aggredire e intrigare qualcuno. Al di là dei fattori naturali quali, la luce oppure l’uso di gocce oculari. Diversi studi dimostrano come la pupilla si dilati e si restringa a seconda dell’immagine davanti a sè. Generalmente, davanti ad un’ immagine piacevole, gioiosa oppure in uno stato di eccitazione, le pupille tendono a dilatarsi, al contrario.. in situazioni sgradevoli o di rabbia trattenuta, le pupille si restringono.. (da cui la dicitura: occhi a punta di spillo).

Se si osserva la direzione degli occhi durante una conversazione si può intuire: Se gli occhi guardano verso l’alto a destra o a sinistra si sta prediligendo un canale visivo, uguale riscontro avremo se troviam innanzi a noi degli occhi direzionati al centro o fissi. Se invece, siamo nella situazione in cui gli occhi guardano a lato, destra o sinistra che sia, prediligeremo il canale uditivo.

Ultimo passo importantissimo: Quando si parla ad una riunione in cui si è la principale fonte di informazioni distogliendo lo sguardo si fa intendere che la nostra pausa nel discorso costituisce un solo momento di riflessione e da lì si riprenderà il discorso. Un conferenziere, che ha bisogno di tenere alto il grado di interesse e quindi di ascolto del pubblico parlerà preoccupandosi di avere uno sguardo brillante in modo da fare intendere agli interlocutori: “credo fortemente in quello che sto dicendo” Si consiglia di scegliere due o tre persone e di fissare lo sguardo su di esse, altrimenti, si corre il rischio di parlare ad un pubblico generico con sguardo generico e non suscitare l’interesse richiesto, non contando che si darà la sensazione di insicurezza e finzione!

Come Capire Note della Chitarra

Sai dire, premendo un tasto a caso sul manico della chitarra a quale nota corrisponde? Saper riconoscere le note sul manico è a volte è scomodo per un chitarrista ma indispensabile. Se sei alle prime armi e non sai come fare questa guida ti sarà utile.

La prima cosa da sapere è che la distanza tra due tasti consecutivi è uguale a un semitono (quindi quella tra 2 tasti è un tono). A questo punto, sapendo a che nota corrisponde una corda libera, basta contare i semitoni corrispondenti al numero del tasto. Ad esempi sul Mi basso il 7° tasto sarà “SI” ovvero il settimo semitono dopo il MI (fa, fa#, sol, sol #, la, la#, SI).

A questo punto ricordiamo come è accordata la chitarra per facilitare le cose. Il 5° tasto del MI è LA, corrispondente alla corda libera successiva, il 5° del LA è RE (ovvero la 3°corda libera), il 5° del RE è SOL (4° corda) il 4° del SOL è SI (5° corda), il 5° del SI è MI (6° corda). Si può semplificare quindi l’operazione partendo delle corde libere, vediamo come.

Riprendi il 7° tasto del MI, visto quanto detto in precedenza, puoi pensarlo come il 2° tasto del LA e quindi contare 2 semitoni da LA (cioè SI). Il 9° tasto del LA cosa sarà? il 4° tasto del RE cioè FA#.
Un ultimo accorgimento. I semitoni di una scala maggiore sono 12.. quindi la nota al dodicesimo tasto di una corda è la stessa nota della corda libera ma un’ottava più alta!

Copyright Upperpad 2020
Shale theme by Siteturner