Come Riconoscere il Centogambe

In questa guida vedremo come riconoscere il Centogambe. Alcune specie, esclusivamente notturne o che abitano nei luoghi bui, ne sono prive. La bocca, analogamente a quella degli Insetti, porta tre paia di appendici: un paio di mandibole, laminari, con il margine tagliente o dentellato.

Le mascelle prime, formate da due pezzi basali, sui quali si articolano due segmenti; le mascelle seconde, fuse insieme a forma di labbro inferiore, sul quale si articolano una coppia di palpi. La differenza maggiore con l’apparato boccale degli Insetti, sta nel minore sviluppo delle mascelle dei Chilopodi.

Gli arti del primo segmento del tronco, costituiti da quattro articoli ciascuno, sono rivolti in avanti e sono provvisti di una ghiandola velenosa, il cui condotto sbocca all’estremità dell’arto stesso, terminante con un unghia. Visto che assomigliano alle zampe, ma servono per afferrare e paralizzare la presa, vengono detti piede-mascelle.

Il veleno inoculato attraverso l’unghia nel corpo della vittima, può paralizzare o addirittura eliminare altri Artropodi e piccoli vertebrati; solo quello di alcuni centopiedi tropicali è pericoloso per l’uomo. Gli arti degli altri segmenti sono simili tra loro, formati anch’essi da diversi articoli e terminanti con un’unghia.

Come Risparmiare il Carburante

Se pensavi che per risparmiare benzina bastasse spegnere il motore ai passaggi a livello, oppure fare dei giri immensi per trovare quale distributore avesse il prezzo più intrigante, non avete ancora letto questa guida. Ebbene si ci sono accorgimenti che spesso vengono sottovalutati ma che servono a risparmiare ed anche ad inquinare meno.

Fare una partenza da formula uno, come si vede nei migliori film di corse d’auto, può farti sentire meglio ma non giova di certo al portafoglio, una partenza dolce, invece, evita di surriscaldare il motore. Inoltre conviene spegnere il motore quando sosti per più di un minuto (non lo farei ai semafori in salita).

Nel traffico cerca di rispettare la distanza di sicurezza senza frenare di scatto se l’auto davanti a te è ferma, così facendo dovrai ripartire con marce basse. Se invece ti accorgi del rallentamento da distanza puoi modificare la tua velocità adattandola dolcemente ai nuovi ritmi del traffico che hai davanti.

Per quanto riguarda l’aria condizionata, tenerla al massimo per tutta la durata di un viaggio di 6 ore, oltre a essere dannoso per la salute, non aiuta a diminuire i consumi, mentre impostare l’aria condizionata al minimo quando si fanno lunghi viaggi aiuta perché l’aria dell’abitacolo sarà sempre fredda anche se l’aria condizionata è mantenuta a basso livello.

Non usare l’auto sarebbe la maniera più naturale di diminuire i consumi (ora starai pensando che ti stia per suggerire di prendere la bicicletta). Se come te altra gente si reca nello stesso luogo di lavoro puoi prendere in considerazione la condivisione della propria auto con i tuoi colleghi dividendo i costi del carburante.

Quando sei in autostrada o su una statale mantieni una velocità moderata anche se ti sorpasseranno in molti ma almeno arriverai sano e “più ricco di prima”, più veloce vai, più sforzi il motore, più consumi. Un’altro particolare è usare le marce alte, cioè non tirare troppo le marce (questo prevede, però, più cambi).

Quando guidi cerca di tenere i finestrini chiusi (per quanto è possibile) soprattutto ad alte velocità, l’aerodinamica dell’auto migliorerà notevolmente. Un’altro accorgimento per quanto riguarda l’aerodinamica è quello di rimuovere il portapacchi dal tetto dell’auto se non lo si utilizza (magari al termine di una vacanza).

Provvedi alla manutenzione dell’automezzo come la verifica del livello dell’olio motore e la pressione dei pneumatici (ruote sgonfie non aiutano a diminuire i consumi). Il peso dell’auto è importante per lo sforzo del motore, quindi se avete in macchina oggetti che non usate da tempo, o che è inutile continuare a tenere, liberatevene.

Come Riconoscere il Capodoglio

Questa guida è una documentazione su uno dei signori del mare, un mammifero molto presente nel mediterraneo, specialmente al largo della Liguria e nel Mar Tirreno: si tratta del Capodoglio. Nei prossimi punti troverete una buona dose di informazioni a riguardo.

Il capodoglio, scientificamente riconosciuto come Physeter macrocephalus appartiene alla famiglia dei Physeteridae e al genere Physeter. Risulta essere un mammifero acquatico di grandi dimensioni, infatti è il maggiore degli Odontoceti, ovvero tutti i mammiferi marini dentati, raggiungendo una lunghezza prossima ai 20 metri.

Le particolarità principali di questo animale sono appunto la testa, che specialmente nei maschi rappresenta un terzo di tutto il loro corpo e infatti il nome macrocephalus deriva da questa nota fisica. La livrea è di un grigio scuro su tutto il corpo e sopra la testa è situato lo sfiatatoio, celebre segno di riconoscimento dei mammiferi di mare.

La pelle del capodoglio è ruvida e la pinna dorsale è spostata molto indietro, più vicina alla coda. Sono tra gli animali acquatici con il maggior dimorfismo dei sessi, in quanto in età adulta le femmine sono parecchio più piccole dell’esemplare maschio. Il peso di un maschio adulto può superare le 50 tonnellate, mentre la femmina difficilmente supera le 30. E’ una tra le specie interessante dal “whale watching” ma è difficile scovarlo dato i suoi tempi di immersione molto lunghi.

Come Scegliere il Fondotinta Giusto

La scelta del fondotinta da’ sempre da pensare e provoca molti dubbi.

Risulta essere una scelta abbastanza difficile saper scegliere perfettamente il fondotinta adatto alla propria carnagione. Ci sono molti tipi di fondotinta, quelli fluidi, quelli compatti, i cake (ormai difficilissimi da trovare).

Tra i fondotinta fluidi sono ottimi quelli di medio potere coprente, facili da mescolare tra loro.

Il colore del fondotinta deve essere scelto nella tonalità il più possibile vicina alla pelle per evitare che con il passare delle ore si formino zone sul viso di diverso colore.

La spugna serve per dare uniformità al viso e per evitare eccedenze di prodotto, perché il risultato finale dev’essere uniforme e leggero così da permettere di vedere il colore naturale del viso.

Per chi ha la pelle olivastra, si può applicare un leggerissimo strato di correttore rosato, in modo da migliorare il colore di base.

Nel caso in cui abbiate una pelle eccessivamente diafana, si utilizza, se desiderate, un fondotinta di mezzo tono più scuro, ma non rosato.

Il trucco finale è il risultato dalla pelle e dal trucco in trasparenza. Ora che avete ricevuto questi piccoli consigli per poter scegliere il fondotinta adatto per la propria carnagione siate attente nell’acquisto. Un fondotinta che si discosta dalla tonalità di pelle di base, una volta applicato crea un maschera bruttissima da vedere (avrete in mente le facce arancioni di alcune ragazze viste in giro).

Acquistate quello con la tonalità che più si avvicina alla vostra pelle. Personalmente preferisco il fondotinta liquido sia per truccarmi che per truccare perché crea un effetto naturale ed è più facile da gestire, soprattutto da mani inesperte.

Come Riconoscere il Calliostoma

In questa guida vedremo come riconoscere i calliostoma. Questo particolare animale è un mollusco. ll genere calliostoma comprende individui simili, sia per aspetto, sia per l’organizzazione interna, ai pleurotomaridi fossili che popolavano i mari della preistoria.

Possiedono una conchiglia di forma conica, a numerosi giri di spire. Prendendo in esame i resti delle conchiglie dei pleurotomaridi, apparsi per la prima volta nel cambriano superiore, si è potuto constatare come il progressivo avvolgimento a spirale della conchiglia, sia conseguente ad una torsione verso destra di tutto il sacco dei visceri.

Oltre a queste ci sono altre caratteristiche per riconoscere i calliostoma. Come ulteriore conseguenza della torsione, si è avuta la progressiva riduzione e quindi la scomparsa della branchia sinistra, mentre le forme più antiche erano caratterizzate dalla presenza di due branchie appaiate. Ci manca solo l’ultimo passo.

Una caratteristica importante è la struttura della lingua, formata da serie successive di piastre dentate, distinte in un certo numero di piastre mediane, seguite da alcune piastre laterali. L’esofago è dilatato, l’intestino retto risulta strettamente collegato al ventricolo cardiaco come in quasi tutti i molluschi.

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